Gemellaggio tra Arezzo e Sappada.



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Il 4 e 5 novembre è stato sancito il gemellaggio tra Arezzo e Sappada nel ricordo dei profughi ospitati da novembre 1917 fino al marzo 1919 nella città toscana.

Sappada e Arezzo sono strette ora da un legame di fratellanza: a cento anni esatti dell'arrivo dei profughi sappadini in terra aretina, il 4 e 5 novembre il gemellaggio tra le due comunità è stato sottoscritto e firmato dai due Sindaci ad Arezzo, dove è giunta una delegazione del Comune di Sappada, insieme al parroco don Michele Molaro.

Sabato 4 novembre, dopo lo spettacolo degli Sbandieratori nel Chiostro del Comune, alle ore 17 si è tenuta la cerimonia ufficiale di gemellaggio, con la firma dell’atto nella Sala del Consiglio Comunale accompagnata dalla musica de “La vita è bella” eseguita da un quartetto di archi. Sono intervenuti il Presidente del Consiglio Comunale Alessio Mattesini, il Sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, il Sindaco di Sappada Manuel Piller Hoffer e il Consigliere aretino curatore del gemellaggio Tiziana Casi.

Marcella Benedetti e Giancarlo Sordi hanno letto le vicende che, dalla rotta di Caporetto portarono 841 profughi sappadini a lasciare le loro case, mentre 337 persone rimasero in paese. I sappadini trovarono rifugio ad Arezzo e la città toscana diventò sede extraterritoriale dello stesso municipio di Sappada, precisamente in via Bicchieraia 13. A molti sfollati venne dato alloggio nelle ville della campagna aretina e in altri centri della provincia. L’amministrazione comunale di Arezzo fece la sua parte nell'accoglienza dei profughi, garantendo i locali e l’istruzione scolastica. Purtroppo durante l’estate del 1918 con l'epidemia di spagnola 72 esuli sappadini morirono ad Arezzo. Al termine del conflitto i profughi rimasero in Toscana fino al marzo del 1919, quando finalmente poterono tornare a Sappada.

Domenica 5 novembre, alle ore 11, è stata celebrata la Messa da don Alvaro Bardelli e don Michele Molaro presso la Pieve di Arezzo, a suffragio dei profughi. Alle 12.30 si è svolta la cerimonia di scoprimento di una targa commemorativa della profuganza dei sappadini in via della Bicchieraia.

In un clima di fraterna amicizia si avvieranno ora le iniziative previste dal protocollo d'intesa di gemellaggio, come scambi e collaborazioni di natura turistico-culturali ed economico-sociali, organizzazione di feste, manifestazioni, attività culturali e ricreative all'insegna della pace e della valorizzazione delle identità locali.

SABATO 4 NOVEMBRE

ore 17.00 – Cerimonia di Gemellaggio (Sala del Consiglio Comunale):

Saluti inziali e moderatore evento: Presidente CC

Alessio Mattesini

Intervento del Sindaco di Arezzo: Alessandro Ghinelli

Intervento del Sindaco di Sappada: Manuel Piller Hoffer

Consigliere curatore Gemellaggio Sappada: Tiziana Casi

Testimonianze Storia Arezzo e Sappada: Marcella Benedetti e

Giancarlo Sordi


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Firma dell’Atto di Gemellaggio


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DOMENICA 5 NOVEMBRE

ore 11.00 – S.Messa presso la Pieve di Arezzo


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ore 12.30 – Cerimonia di svelatura della Targa Commemorativa della Profuganza dei Sappadini.


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NELLA TERRA CHE ACCOLSE

I PROFUGHI DAL 1917 AL 1919

SAPPADINI E ARETINI RICORDANO

L’INTRECCIARSI DEI LORO DESTINI

NEI TRISTI GIORNI DELLA GRANDE GUERRA.

GIA’ SEDE EXTRATERRITORIALE

DEL MUNICIPIO DI SAPPADA IN AREZZO, NOVEMBRE 2017


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Dal discorso del Sindaco Manuel Piller Hoffer ad Arezzo, 4 novembre 2017

Un cordiale saluto a tutti e un grazie per la generosa accoglienza in terra aretina!

Innanzitutto desidero ringraziare il Sindaco Alessandro Ghinelli, il Presidente del Consiglio comunale Alessio Mattesini, il personale del gabinetto del Sindaco, Tiziana Casi, Roberto Bardelli e Giancarlo Sordi per la collaborazione e il lavoro svolto per la stipula del gemellaggio tra Sappada e Arezzo.

Ringrazio il nostro parroco don Michele Molaro e tutte le autorità e persone intervenute, in particolare don Alvaro Bardelli.

Un grazie ai miei collaboratori a Sappada.

In considerazione del centenario della Grande guerra il Comune di Sappada e il Comune di Arezzo hanno deciso di onorare la memoria di questi avvenimenti e di rinsaldare i rapporti creatisi tra le due comunità in occasione del profugato dei sappadini in Toscana con la stipula del “Protocollo d’intesa di gemellaggio”, che tra poco sottoscriveremo ufficialmente.

Dopo anni di relazioni anche con le amministrazione comunali precedenti, con estrema soddisfazione confermo questo rapporto di amicizia, a nome della comunità sappadina che rappresento.

A ricordo della presenza dei sappadini per circa un anno e mezzo ad Arezzo verrà collocato domani un segno: una targa che parla dell'intrecciarsi dei destini di sappadini e aretini durante la Grande guerra. Questo segno viene collocato nel territorio aretino e verrà collocato poi nel nostro paese e mi auguro possa essere di incoraggiamento alle nuove generazioni, per conoscere il passato e imparare da esso, per mantenere vivo il valore unico della pace, dell'accoglienza dei bisognosi e della collaborazione reciproca.

Cento anni fa, proprio in questi giorni, i nostri nonni e bisnonni partivano sotto la pioggia, sfollati, e venivano allontanati in luoghi a loro sconosciuti, senza poter portare con sé cibo e vestiario: sono stati accolti dai vostri nonni e bisnonni, dapprima con diffidenza ma in seguito con generosità.

Ritornati a Sappada per decenni i racconti hanno incuriosito noi che li ascoltavano: essere oggi qui e vedere i luoghi della profuganza (piazza Vasari, via della Bicchieraia, le ville della campagna) è per noi evocativo: i nostri cari sono oggi con noi. A loro e agli aretini che li hanno accolti va il nostro pensiero più affettuoso.

Possa oggi rappresentare un inizio per un rinnovato rapporto di collaborazione e di reciproca amicizia attraverso scambi e iniziative fra le due comunità, per sviluppare la conoscenza reciproca e la condivisione di esperienze all'insegna della pace e della fratellanza.


Link "Arezzo notizie" del 5 novembre 2017

Link "Teletruria" - Servizio del 5 novembre 2017

Link Comune di Arezzo



Comunicato stampa del 3 novembre 2017.

Il gemellaggio tra Sappada ed Arezzo verrà sottoscritto il prossimo 4 novembre ad Arezzo.

Tra il 28 e il 29 ottobre 1917 gli abitanti di Sappada, investiti dalla conseguente offensiva e occupazione austro-ungarica, vennero evacuati. Le persone rimaste in paese (337 invasi) vissero i difficili momenti dell’occupazione. 841 sappadini trovarono rifugio ad Arezzo e dintorni: ad Arezzo ebbe sede extraterritoriale anche il municipio di Sappada in via Bicchieraia 13. Agli sfollati venne dato alloggio nelle ville della campagna aretina, altri sappadini alloggiarono in tutta la provincia. Toccò al geometra Pietro Fasil, alla maestra Maria Kratter e al parroco Ferdinando Polentarutti con il cappellano Emidio Troiero occuparsi dei compaesani, specie i più bisognosi. Il governo dava un sussidio di qualche lira per profugo, il necessario per mangiare e vestirsi: venne creata allora una cooperativa di consumo che ebbe sede in piazza Vasari. Il Comune di Arezzo garantì l’istruzione scolastica, nominò gli insegnanti, reperì locali e fornì il materiale. Purtroppo durante l’estate del 1918, come ulteriore tragedia che si aggiungeva a quella bellica, scoppiò l’epidemia di spagnola e 72 esuli sappadini morirono.

Al termine del conflitto i profughi rimasero in Toscana fino alla primavera del 1919 per poi fare ritorno a casa nel marzo.

Nell'ottobre 2014 un gruppo di sappadini con il parroco si recò ad Arezzo per una commemorazione nei luoghi dove riposano i loro compaesani.

Dopo alcuni anni di lavoro, il Comune di Sappada ha approvato il protocollo del gemellaggio il giorno 29 settembre in Consiglio comunale.

A seguito dell'approvazione in Consiglio comunale, anche ad Arezzo, nei giorni 4 e 5 novembre p.v. il gemellaggio verrà sottoscritto e firmato dai Sindaci ad Arezzo: una delegazione del Comune di Sappada, insieme al parroco don Michele Molaro si recherà in visita ufficiale in Toscana, anche per l'apposizione di una targa in Via della Bicchieraia, ex sede del nostro municipio extraterritoriale.

Il gemellaggio darà in futuro occasione di scambi fra le due realtà e i suoi abitanti.

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